PESCANTINA, RSU : COME PRODURRE ENERGIA ELETTRICA E TERMICA SMALTENDO I RIFIUTI

 
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L’idea di smaltire i rifiuti tramite un ciclo virtuoso,  ha concretizzato l’idea del progetto Smart Energy Technologies .  la tecnologia avanzata ed  ecosostenibile che permette di produrre energia termica ed elettrica smaltendo i rifiuti urbani, industriali, agricoli ed animali eliminando il concetto di discarica..

Gli impianti vogliono soddisfare le esigenze di smaltimento, dei piccoli, medi e grandi centri di raccolta, privati e pubblici ed è per questo che sono stati  sviluppati sistemi modulabili, compatti, di facile installazione ed ingegnerizzati in base al sito produttivo.

Il sistema STE può valorizzare ogni prodotto solido o liquido contenente componenti organici e non.

immagtine

 

-Rifiuti domestici ed industriali
-Fanghi da trattamento delle acque -Fanghi da produzione di vino o zucchero
-Residui agricoli (mais, riso, zucchero etc…) Rifiuti ospedalieri
-Scarti di legno e legno inquinato (da costruzione, linee ferroviarie, etc)
-Plastica, cartone
-Deiezioni animali, carcasse animali, ossa

processo s.e.t.

 

SET ha come obbiettivo quello di neutralizzare i residui da smaltimento per non doverli conferire nuovamente in discarica, ma poterli riciclarli nel settore industriale e nel settore agricolo generando energia termica e/o elettrica senza generare emissioni dannose per l’ambiente e/o altri processi che non siano ecosostenibili.
Ogni progetto di smaltimento viene vagliato nel dettaglio in base alle quantità e le tipologie del rifiuto disponibile per poter offrire soluzioni complete e durature alla  committente integrando tecnologie avanzate come la  Pirolisi e/o il Biogas ed il corrispondente sistema di cogenerazione.

IL PROCESSO DI PIROLISI 

La pirolisi è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica, se si riscalda il materiale in presenza di  ossigeno avviene una combustione che genera calore e  produce composti gassosi ossidati; effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni anaerobiche (totale assenza di ossigeno), il materiale subisce la scissione dei  legami chimici originari con formazione di molecole più  semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta. Tra i principali processi pirolitici sfruttati su larga scala spiccano il cracking  industriale e il trattamento termico dei rifiuti.

Pirolisi «lenta» (in alcune decine di minuti a 450° – 500° C) produce principalmente un residuo solido (carbone) ed un gas condensato compresi catrami

Pirolisi «veloce» (alcuni secondi sino a 600 – 900°C) produce gas combustibile senza catrame, la parte condensata del gas prodotto diminuisce con l’incremento della temperatura.

 

INCENERIMENTO
Il sistema brevettato prescelto consente un perfetto controllo delle sovratemperature, del flusso di calore e dei tempi di reazione permettendo così la realizzazione in perfette condizioni di ogni pirolisi e pirogasificazione.

Grazie ad un SISTEMA BREVETTATO che utilizza un processo che trasferisce il calore direttamente nel cuore della materia prima (biomassa o rifiuto) tramite biglie di acciaio, riscaldate ad una temperatura compresa tra i 450° e 1050°C; le biglie, mescolate direttamente alla materia, con un unico processo di  12 minuti trasformano sino al 100% del materiale  organico in syngas, mentre un processo di pirolisi standard lascia +/- il 40% di carbone non trasformato.

 

VANTAGGI : MODULARITA’ 

Il sistema brevettato può essere alimentato da 250kg/H, 500kg/H, 1T/H e 2T/H per cui il  sistema è facilmente  modulabile. Un modulo può essere consegnato entro 5-6  mesi dallo studio di  fattibilità.

SCHEMA FUNZIONALE DEL PROCESSO 

PROCESSO
Le combustioni del SYNGAS del sistema brevettato sono state analizzate da un laboratorio che collabora con il ministero dell’ambiente francese. Le emissioni, senza alcun trattamento dei fumi o gas sono state  trovate ben al di sotto dei limiti UE consentiti.  Anche con plastica, pneumatici e misto di materiale.  Il processo anaerobico ha il vantaggio di evitare la produzione di diossina.

Riferimenti e Link : http://www.setenergy.eu/ita/project
Scarica il pdf del progetto: http://www.setenergy.eu/SET_ENERGY_ita.pdf

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  • Francesco Lavarini

    Interessante, non si potrebbe utilizzare per Ca’ Filissine?

  • Am Belvedere

    Ho qualche dubbio che il sistema possa bruciare dei rifiuti imbevuti di percolato . ( ma) Ottima ed interessante soluzione per il problema dell’ RSU.