La sinistra vince a Negrar e San Bonifacio. A Pescantina no! (e non è colpa di Salvini) !

 
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LETTERA FIRMATA

Non è la prima volta a Pescantina che un sindaco che si ricandida non viene confermato per il secondo mandato (vi era incappato Marchiori nel 1985) ma è la prima volta nella sua storia che il Sindaco uscente viene quasi raddoppiato dai voti del suo avversario. Una sconfitta così bruciante dovrebbe far riflettere sia chi si è presentato nelle liste di Cadura sia chi ne ha sostenuto la campagna elettorale. Evidentemente, senza nulla voler togliere alla forza di Quarella e al momento magico della Lega, la mancata riconferma è il frutto di una serie di fattori tutti riferibili alla esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni che invece, non sorprendono affatto e che proviamo a mettere in fila. Era infatti chiaro a quasi tutti i Pescantinesi come, gli ex amministratori, per cinque anni non avessero mai favorito alcun tipo di dialogo con i cittadini e che, il loro modo di rivolgersi costantemente ad una sola parte della cittadinanza, avesse fin qui minato, qualsiasi tentativo di coesione sociale all’interno del paese.
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Durante tutto lo scorso mandato infatti, non sono state promosse condizioni paritetiche di partecipazione, ma anzi, il vertice del gruppo vicino a Cadura, convinto della propria “superiorità morale”, indimostrata, ha sempre coltivato un loro personale “nemico comune”, che a volte prendeva le sembianze dei Sindaci precedenti, a volte quelle della Regione, a volte degli ambulanti o dei “razzisti”. Addirittura si sono volute personificare con le “eco-mafie” o in “soggetti indefiniti” collegati al malaffare.
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Per cinque anni il gruppo Cadura si è elevato a tutore del popolo, paladino da un nemico che non c’era e che non c’è mai stato. Prova ne è, che non risulta sia stata fatta alcuna denuncia a carico di alcuno. Il capo dell’ufficio tecnico è ancora li al suo posto; il capo dei vigili anche; il responsabile dell’ufficio ecologia va al lavoro ancora tutti i giorni; i progettisti della bonifica sono quelli che aveva scelto Daneco; il direttore lavori della discarica è ancora in carica; la ditta che depurava il percolato è rimasta sino all’ultimo giorno indicato nella convenzione e ora la Daneco (chi ne cura le macerie) la si deve pagare, perché ad imporlo è il Tribunale a cui essa nel frattempo si è rivolta.
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Sono cambiati solo gli studi Legali, è vero! … all’attualità a difendere gli interessi del comune di Pescantina ci sono gli Avvocati amici con parcelle salatissime. Quali protettori del benessere dei cittadini e del territorio, l’ex-amministrazione più “laureata” di sempre, si è persino lasciata espropriare dalla Procura di Roma, del residuo degli accantonamenti per il post mortem che la vecchia gestione della discarica aveva lasciato in dote (un paio di milioni di Euro). Non stupisce invece che ancora una volta, pur essendo a conoscenza della circostanza, in campagna elettorale non abbia dato notizia di questo evitando così, zitti-zitti, di fare un ulteriore figura da pirla – o da “mona”, come si dice al nostro paese!
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Purtroppo, per anni, a Pescantina abbiamo visto gli amministratori sbandierare i percorsi intrapresi come dei traguardi, gli interessamenti per lo stato di cose incontrate come risultati già ottenuti, gli sforzi compiuti come “Vittorie” acquisite. Si è trattato di una autocelebrazione continua priva di risultati effettivi. Si è così sottovalutata la capacità di comprensione della popolazione di Pescantina che invece, sa distinguere una buca da un rappezzo, un’area pubblica abbandonata da un giardino ben curato, una lampione acceso da una lampione spento, un accordo sottoscritto da una bozza, un cimitero curato da uno in stato di abbandono, un’isola ecologica da un immondezzaio.
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Per anni la cosiddetta “sinistra” ha sempre considerato gli avversari alla stregua di nemici ed ha seminato maldicenze nei loro confronti. A suo modo di dire, il movimento contro l’ampliamento della discarica veniva frequentato e condizionato da soggetti che avevano “secondi” e “terzi” scopi; se prima aveva osteggiato Aquardens, poi l’ha ampliata in cambio di due luminarie natalizie; aveva prospettato una “decrescita felice” salvo all’ultimo adottare un Piano degli Interventi per qualche decina di migliaia di nuovi metri cubi di cemento; ha contribuito a decapitare l’ospedale di Bussolengo per poi far finta di difenderlo in campagna elettorale, ma soprattutto, con tutto ciò: “ha mortificato la fiducia di una parte di cittadini che l’aveva accordata cinque anni prima!”. “Perle ai porci” avete scritto su un post di facebook per non essere stati rieletti. A Pescantina, da sempre, la sinistra che voi rappresentate è stata una minoranza che però, ha avuto la possibilità per cinque anni (a causa delle divisioni nel centro destra) di poter giocare un ruolo da protagonista. Sarebbero potuto cambiare le cose in meglio, introdurre un nuovo modo di pensare ed agire … avete fallito, miseramente!
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Un risultato importante c’è stato e, non volendo togliere nulla a nessuno, quando incontreremo gli onorevoli Rotta e Zardini, i membri della Giunta Regionale, il consigliere regionale Brusco e l’ex consulente della “famigerata” Daneco, Mauro Martelli, li ringrazieremo. Sono loro i veri protagonisti politici dei risultati ottenuti relativamente alla complicata questione della discarica. Noi pensiamo che nessuno di voi si dovrà sentire depauperato, privato di qualcosa che per cinque anni aveva sentito suo! Potrete sicuramente scegliere se tornare subito ad interpretare il ruolo di oppositori rancorosi e vendicativi o invece contribuire anche voi ad un rilancio condiviso della vita del paese. Naturalmente il nostro auspicio è per un lungo, quieto, onesto, sincero e partecipato confronto tra le parti dove, prima l’uno parla e gli altri ascoltano. Poi a turno parlano tutti e gli altri ascoltano.

Nessuno in cattedra, nessuno convinto della sua superiorità morale ed intellettuale!

Franco, Paolo e i loro amici.

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