Ispezione a Villa Vezza (centro accoglienza Pescantina): gli operatori si rifiutano di acconsentire all’ingresso

 
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Porte chiuse al centro di accoglienza straordinaria di Pescantina, gestito da una cooperativa privata a Villa Vezza, per l’ispezione da parte di un parlamentare della Repubblica. È accaduto giovedì sera, alle 18,30: sul posto si erano recati Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle e Samuele Baietta, consigliere comunale di Pescantina. «Abbiamo chiesto di verificare com’era la struttura e come veniva applicata l’accoglienza, applicando il potere ispettivo che è anche compito di ogni parlamentare – spiega Businarolo – ma dalla cooperativa, in tutta risposta c’è stato un vero e proprio muro. Gli operatori ci hanno impedito di entrare, dicendo che mancava la coordinatrice: ho mostrato loro il tesserino della Camera dei deputati ma non c’è stato nulla da fare. Naturalmente abbiamo deciso di evitare di insistere per creare ulteriore stress visto anche che tutti gli operatori mostravano una certa tensione». La coordinatrice, raggiunta in seguito telefonicamente ha chiesto alla parlamentare di «prendere appuntamento» per fissare una visita successivamente.

«Voglio essere chiara – spiega Businarolo – nulla di quanto abbiamo fatto è stato improvvisato. Era stato avvisato delle mie intenzioni, infatti, il prefetto Salvatore Mulas, che mi ha assicurato che sarebbe stato possibile svolgere delle ispezioni in qualsiasi momento. L’orario scelto era ideale, in quanto c’era appena stato un cambio turno da parte degli operatori. Le loro resistenze, insomma, risultano inspiegabili e indicative di una scarsa trasparenza. Mi permetto di sottolineare che un’ispezione concordata su appuntamento è un nonsense».

La settimana scorsa, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle  delle amministrazioni della provincia di Verona avevano lanciato un appello ai sindaci per l’adesione al programma Sprar (Sistema protezione per richiedenti asilo rifugiati). «Difficilmente un centro Sprar, gestito direttamente dal Comune chiuderebbe le porte a dei parlamentari – conclude Businarolo – la gestione privata e in regime straordinario, anche quando ci sono le migliori intenzioni, è sempre indice di sospetti da parte dei cittadini e molte resistenze ai progetti di accoglienza sono dovuti a ciò. Per questo continuo a ritenere che il modello Sprar, con quote fisse per ogni Comune e senza arrivi “a sorpresa” sia la soluzione migliore».

 

Una posizione condivisa anche da Baietta: «Anche per Pescantina, lo Sprar rappresenta l’unico strumento ad oggi disponibile per una gestione trasparente. Ad ogni buon conto, è del tutto evidente la netta chiusura di questa amministrazione che, sin dalle fasi iniziali, non ha mai cercato un reale dialogo né con le minoranze né, fatto ancor più grave, con la cittadinanza. Le proteste dei residenti sono purtroppo la logica conseguenza di eventi e decisioni che non sono percepite come condivisi ma sostanzialmente subiti».

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