Il senatore Elizabeth Warren USA – ” Il Congresso dovrebbe opporsi accordo commerciale TPP ” .

 
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Senator Elizabeth Warren spoke on the Senate floor on February 2, 2016 about the Trans-Pacific Partnership (TPP) trade agreement. 

Il prossimo Giovedì, dodici Paesi firmeranno un accordo commerciale di enorme portata che riscriverà le regole del 40% dell’economia mondiale, ma l’accordo TPP non sarà in vigore  finchè non sarà approvato dal Congresso.

Invito con forza i miei colleghi senatori a non approvare il TTP, invitandoli a fermare un accordo che farebbe pendere la bilancia ancor di più a favore delle grandi multinazionali, contro gli interessi di chi lavora e delle loro famiglie. Non sono stati in molti a descrivere questo accordo commerciale come una lotta che riguarda il ruolo dell’America nel definire le regole degli scambi commerciali internazionali. Purtroppo ciò è una consapevole mancanza, in realtà gli Stati Uniti hanno già rapporti commerciali con la metà dei Paesi coinvolti nel TTP, tant’è vero che la maggior parte dei 30 articoli dell’accordo non parlano nemmeno di argomenti inerenti a tradizionali rapporti commerciali. Il grosso del TTP riguarda privilegi alle grandi corporations multinazionali, in particolare per quanto riguarda il fissare regole su qualsiasi cosa, dalla protezione di diritti su invenzioni e scoperte, fino agli standard  di sicurezza sui prodotti alimentari.  Tutto ciò viene fatto a esclusivo interesse delle grandi multinazionali.

Andiamo a vedere chi ha praticamente scritto il TTP per farci un’idea: sono stati 28 comitati consultivi del commercio internazionale, appositamente  formati per suggerire  agli incaricati delle trattative  di  muoversi in direzioni ben precise durante le discussioni.  Ebbene, chi sono questi privilegiati? Sono l’85 per cento dei dirigenti industriali, componenti di gruppi di pressione (lobbisti), componenti di consigli di amministrazione di industrie chimiche e farmaceutiche, dell’industria aerospaziale  e tessile. C’è il 100 % di rappresentanti dell’industria che siedono in 15 commissioni di consulenza. Ma non c’è nessuno, ripeto nessuno a rappresentare i lavoratori o i consumatori del nostro Paese, nessuno a cui è consentito fare osservazioni sul rispetto di leggi ambientali o di protezione contro gli abusi di diritti umani: nessuno.

Gli incontri si susseguono giorno dopo giorno, e i nostri negoziatori ascoltano solo i rappresentanti delle grandi imprese e poco o niente da altre fonti.

C’è un secondo aspetto: tutto ciò è avvenuto a porte chiuse, Michael Froman – il rappresentante per gli Usa per negoziare il trattato – dice che gli Usa ci stanno lavorando da 5 anni e mezzo: pensate, 5 anni e mezzo! Ma il testo dell’accordo ci è noto soltanto da 3 mesi, in pratica ci è stato negato e quando dico negato voglio dire proprio questo: i verbali sono stati ben nascosti, così bene che perfino i componenti di questo Senato hanno potuto visionarlo solo in una località segreta,  ci  è stato perfino impedito di fornire pubblicamente il benchè minimo dettaglio su quanto avevamo letto. Una procedura di questo tipo non può che portare a un risultato dello stesso stampo, se i nostri negoziatori non possono ascoltare soltanto i vertici delle grandi industrie e i lobbisti, e se il pubblico ne è escluso il risultato finale non può essere che l’esclusivo interesse delle grandi aziende.

Non ci sono nemmeno le prove che questo risultato possa essere impugnato nelle dispute  tra multinazionali e stati sovrani (ISDs : vedi in italiano qui http://www.eunews.it/2014/10/15/isds-larma-delle-multinazionali-contro-la-sovranita-degli-stati/23212), con il risultato che solo in presenza di arbitrati ‘amici’ non avranno la possibilità di controdeduzioni né i lavoratori, né i difensori dell’ambiente, né i difensori di diritti umani e gli Stati, in caso di condanna, dovranno pagare cifre stratosferiche alle multinazionali.

 Non credo ci siano in America persone che pensino sia giusto mettere pesticidi nel cibo che mangiamo, o di bere acqua inquinata, solo perché ciò è stato deciso in un trattato commerciale. Eppure questo è quello che è già successo con gli ISDs, soltanto l’anno scorso nel caso di una compagnia mineraria, quando il Canada ha negato  ad essa il permesso di devastare una parte della costa della Nova Scotia. In seguito alla vittoria della compagnia nell’arbitrato, i Canadesi che pagano le tasse oggi sono di fronte a una multa di 300 milioni di dollari, solo perché il loro governo ha ritenuto che fosse prioritario salvare le coste e il lavoro di chi vive di pesca in quella zona.

Ciò potrebbe succedere di nuovo, sto parlando dell’oleodotto bloccato dallo stesso presidente Obama con la motivazione che tale impianto non avrebbe protetto gli interessi del nostro Paese. E’ stata una lunga battaglia, ma nel rispetto delle leggi americane il progetto è stato bloccato e ora la compagnia sta usando gli ISDs . Il premio Nobel Joseph Stieglitz, docente a Harvard e il prof. Laurence Tribe hanno sottolineato che se le grandi compagnie l’avranno vinta ciò significherà la cancellazione di qualsiasi precauzione sugli effetti sulla salute e della sicurezza ambientale, la cui spesa gli Stati non potranno più sostenere.

Questo è quello che è successo nel 2011 anche in Germania e in altre parti del mondo sulla vendita di tabacco: gli arbitrati di questo tipo possono andare nella direzione  sbagliata, cioè quella di ridurre gli standard di sicurezza, senza rispetto della salute dei singoli e di quella pubblica.

E’ questo il motivo per cui mi dichiaro contraria al TPP e spero che il Congresso userà la propria autorità dettata dalla Costituzione  per fermare questo trattato, prima che ciò diventi ancora più pericoloso per le famiglie americane che lavorano duramente. Grazie.

ULTERIORI REF.

a questo link potete ascoltare la versione originale in inglese

Non preoccuparsi del TTIP che è lo stesso meccanismo fra Europa e USA è impensabile purtroppo.

E ricordiamoci anche l’intervento al Parlamento italiano del premio Nobel per l’economia (2001) Joseph Stiglitz in questo video:

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