Il braccio flaccido della legge

 
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E’ partito soltanto ieri, e sono già molti i rei confessi, di non aver rispettato il blocco del traffico per le auto diesel euro 4.

In queste ore hanno circolato auto di ogni datazione (alcune derivanti dalla scorsa era geologica) e sicuramente non appartenenti alla fascia da euro 5 in su, ma non vi è l’ombra di alcun controllo sul territorio provinciale. Dove sono le autorità preposte? Chi fa rispettare le regole in questo territorio?

Ci indigniamo se troviamo una cacca di cane per strada, ma se nessuno rispetta le regole, con il risultato di far accrescere malattie incurabili e problemi cardiovascolari nonché respiratori, ma non ci interessa nulla, nulla può fermare i nostri appuntamenti del sabato verso il supermercato o verso i saldi di fine stagione. Complimentiamoci con noi stessi, perchè stiamo già pagando il prezzo del nostro agire scorretto.

L’Italia, ha circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Il nostro paese ha una media di 1.500 morti premature all’anno per inquinamento per milione di abitanti, contro una media europea di 1.000. La Germania è a 1.100, Francia e Regno Unito a circa 800, la Spagna a 600.

Dei 91.000 morti in Italia, 66.630 sono per le polveri sottili PM2,5, 21.040 per il disossido di azoto (NO2), 3.380 per l’ozono (O3).

Per le polveri sottili PM2,5 si contano nel nostro Paese 1.116 morti premature all’anno per milione di abitanti, contro una media europea di 860. La zona dove il particolato fine uccide di più è l’area di Milano e hinterland, poi Napoli, Taranto, l’area industriale di Priolo in Sicilia, le zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma.

Un caro saluto.

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