FOOD COOP, discutiamone il 16 marzo a Sezano

 
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Dopo aver visto la proiezione del filmato (per chi non è a conoscenza di questa esperienza: https://www.disimparare.it/food-coop/) un gruppo di persone appartenenti ai gas veronesi, al Movimento della Decrescita Felice e altre realtà come Le Matonele, Territori in Libera Transizione, Economia del Bene Comune, propone un incontro per condividere con chi interessato la possibilità di sviluppare nel veronese un progetto simile ma adattato alle nostre specificità.

Venerdì 16 marzo alle ore 20.45 ci troviamo al Monastero del Bene Comune di Sezano.

Premesse, riflessioni e pratiche già avviate in anni di attivismo rispetto alle quali sarebbe un peccato fare marcia indietro:
- solidarietà ed equità, che vanno declinate sia come sostegno ai piccoli produttori, sia come accesso al cibo di qualità per tutti;
- cibo sano, biologico si ma non necessariamente certificato, prendendo esempio da altre realtà che hanno sviluppato assieme ai produttori un sistema di garanzia partecipata;
- sostenibilità a 360 gradi, nella scelta dei prodotti, delle confezioni, dei trasporti ecc.;
- consumo critico, da questo punto di vista è da pensare bene anche cosa proporre in vendita (serve davvero? che impatto ha?), che senso avrebbe in questo progetto il prodotto industriale di una multinazionale?
- tessere relazioni e dare spazio a questo aspetto di importanza fondamentale: relazioni con i soci, con i produttori, con i piccoli negozi bio storici, con i GAS;
- in quello che si andrà sviluppando comprendere concetti legati fra di loro: equità, resilienza, transizione e decrescita;
- il lavoro non solo “salariato”, ma interpretato come mezzo che da la possibilità di vivere in un ambiente significante, dal punto di vista relazionale, di crescita individuale e di comunità, al di là delle
mansioni che si svolgono;
- non solo acquisto ma anche momenti di condivisione e cultura;
- possibilità tutta da pensare di creare un emporio “diffuso”, una rete di collaborazioni e condivisioni con le realtà locali già esistenti sul territorio.

E’ un percorso tutto da costruire tenendo presente che “i mezzi contengono il fine”.

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