COMUNICATO M5S PESCANTINA: PFAS SERVE UN PIANO PER LA SICUREZZA DELL’ACQUEDOTTO

 
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L’acqua a Pescantina

Successivamente all’incontro pubblico organizzato in teatro dall’Amministrazione dopo che sulla stampa era uscito un articolo sul ritrovamento di PFAS (sostanze perfluoro-alchiliche), in Consiglio comunale è stata consegnata una relazione riassuntiva di quanto presentato pubblicamente (v. documento allegato).

Come in molti già sanno sono stati riscontrati valori di PFAS nei pozzi di Balconi, Cason e Pavoncelli. La fonte dell’inquinamento è molto probabile sia la discarica di Cà Filissine, ma non si possono escludere altre fonti di inquinamento limitrofe. Sentendo il responsabile dell’Azienda Ulss9 verrebbe da fidarsi della salubrità dell’acqua visto che i valori sono al di sotto di quanto previsto dalla legge.

Per l’Associazione medici per l’ambiente (ISDE) invece le cose stanno diversamente e ben più gravi. Dal canto suo ‘Acque Veronesi’ è comunque intenzionata a chiudere in via preventiva il pozzo di Balconi entro il 2020. La situazione, da quanto si legge nell’ultimo articolo uscito sul giornale L’Arena del 17/1/’20, secondo quanto affermato presso la sala stampa della Camera dei Deputati dall’ingegner Pietro Paris dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e membro del Comitato per la valutazione del rischio dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche, “I PFAS VANNO MESSI AL BANDO” e non solo in Veneto perché “è un problema di CONTAMINAZIONE E’ GLOBALE” e diversi Stati europei stanno pensando di vietare tutte le tipologie di PFAS in quanto, secondo un regolamento europeo, sono SOSTANZE
ESTREMAMENTE TOSSICHE.

Secondo i medici di ISDE le Istituzioni finora non hanno fatto abbastanza in termini anche di studio e confronto dei dati. Per Pescantina, come si legge sempre su L’Arena in un articolo del 14-12-’19, ISDE ha chiesto di vietare l’utilizzo dell’acqua sia nelle scuole di ogni ordine e grado sia da parte di bambini e donne in gravidanza. Ha chiesto inoltre che sia effettuato un monitoraggio di tutti i pozzi privati e degli alimenti di origine vegetale e animale prodotti a Pescantina e che vengano installati immediatamente filtri all’acquedotto, in modo da assicurare la somministrazione di acqua a zero Pfas. Isde ritiene poi necessario «realizzare uno screening coinvolgendo chi risiede attorno alla discarica, potenzialmente esposto alle sostanze perfluoro-alchiliche da decenni, per valutare se si siano verificati eccessi di patologie associate ai Pfas».

Dopo le rassicurazioni da parte dell’Azienda Ulss 9, Arpav e Acque veronesi quale potrebbe essere la posizione politica che sia attenta alla salute dei cittadini?

Come Movimento 5 stelle di Pescantina già nel novembre 2018 con una interpellanza avevamo chiesto un  Piano per la sicurezza dell’acquedotto. Ripresentata nel dicembre 2019, successivamente e con nostro piacere abbiamo visto che il Sindaco si è espresso favorevolmente sulla stampa dicendo che lo avrebbe adottato.
Se, come dice l’ingegnere Piero Paris ‘la contaminazione è globale’ e le sostanze PFAS sono estremamente tossiche, pensiamo che per Pescantina sia strategico arrivare a monitorare le possibili cause di inquinamento delle acque per poter, eventualmente, intervenire.

Pensiamo altresì che le varie indicazioni che dà ISDE, miranti soprattutto ad avere zero PFAS nell’acqua potabile, siano, in via precauzionale, da tenere in considerazione da parte di chi è responsabile della salute dei cittadini. Fondamentale sarà la bonifica e messa in sicurezza della discarica. Per farla bene sarà necessario arrivare alla definizione di un progetto nel quale siano anche espresse chiaramente le garanzie sul raggiungimento degli obiettivi sulla qualità delle acque di falda, sul controllo dei gas in uscita e sul non inquinamento dei terreni limitrofi alla discarica.

Nonostante le promesse iniziali dell’amministrazione, manca ancora l’apertura alla partecipazione di comitati e associazioni alla redazione del progetto.

I dubbi dell’Amministrazione che, al di là dei tecnici, l’argomento possa essere di difficile comprensione per i cittadini possono essere veri in parte, ma non da noi condivisi.
La chiarezza nella definizione degli obiettivi da raggiungere, come anche degli indicatori necessari per far capire se realmente i lavori che si svolgeranno saranno funzionali al raggiungimento dei risultati attesi sono cose più facilmente valutabili. Per questo auspichiamo che, prima possibile, si arrivi ad una convocazione del ‘Tavolo’ sui temi ambientali.

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