Cominciati i lavori emergenziali nella discarica di Pescantina

 
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Sono finalmente iniziati i lavori di messa in sicurezza della discarica di Ca’ Filissine. «Ormai possiamo dire ex discarica», dice il sindaco di Pescantina Luigi Cadura, «perché con la disponibilità dei 65 milioni di euro data dal ministero non sarà più necessario portare altri rifiuti a Ca’ Filissine per pagare la bonifica». Da alcuni giorni la Water and Soil Remedation Srl di Mantova ha iniziato gli interventi emergenziali. Ha a disposizione 1.400.000 euro per innalzare la sponda nord del catino e scongiurare che il percolato tracimi fuori discarica. Dovrà poi riattivare l’ impianto elettrico – fermo da fine 2016 a causa del furto dei conduttori in rame – per rimettere in funzione la captazione del biogas, con la torcia per la termodistruzione. Inoltre asporterà il percolato che si trova sopra il telo (copertura provvisoria installata nel 2010) e che si è formato a causa del ristagno dell’acqua piovana. Fondamentale il compito di sorveglianza. «Da un anno la stiamo facendo noi con una società privata», dice Cadura, «perché temiamo che qualcuno approfitti della situazione per depositare in discarica materiali illeciti».

La firma dell’accordo di programma consentirà la bonifica della più grande discarica del veronese, che durerà 30 anni e costerà 64.994.854 euro. La gara d’appalto per affidare i lavori verrà gestita da Sogesid, società del ministero dell’ Ambiente, che in qualità di soggetto attuatore gestirà anche il progetto esecutivo. Il Comune di Pescantina sarà responsabile di progetto (Rua). Arpav avrà funzioni di controllo. Previsto inoltre un controllore indipendente. I soldi verranno via via erogati dal ministero al soggetto attuatore, al Comune andranno solo eventuali rimborsi tecnici.

IL PROGETTO DI BONIFICA Di studi, calcoli matematici e proposte ne sono stati fatti diversi, anche dagli atenei di Padova e Trento. Quello che verrà seguito è stato elaborato dalla Georicerche srl. Le fasi di attuazione sono nell’allegato tecnico all’accordo. In discarica ci sono 80mila metri quadrati coperti da teli. Il catino è profondo 47 metri. Il rifiuto inzuppato d’acqua ha formato un lago di percolato alto 35 – 36 metri e che arriva a contatto con i teli. Solo per asportare questa enorme quantità di liquido inquinante servono sette milioni. Contemporaneamente bisogna evitare che la pioggia (90 centimetri media annua) ristagni e diventi a sua volta percolato, per cui verrà portato materiale per dare alla discarica una forma convessa: una collinetta. Il materiale (800mila metri cubi) sarà «non rifiuto», ad esempio rocce da scavo. Al suo ingresso in discarica verrà sottoposto a test per garantire che in caso di dilavamento non rilasci sostanze nocive. Verrà stesa una nuova copertura impermeabilizzante. Oggi il fondo della discarica è fessurato: si calcola che disperda in falda 15 metri cubi di percolato al giorno. Questo flusso calerà negli anni, diminuendo la pressione e la quantità del liquido. Nel frattempo funzionerà una barriera di pozzi a protezione della falda: di qui con la tecnica dell’air sparging verrà insufflato ossigeno per far sì che l’ammoniaca venga decomposta. È previsto un sistema di captazione dei gas.

Fonte L’Arena.

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